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PROVACONDENSATORI

Tratto da: RADIORIVISTA   1 / 2001  pag.24

Quanti di noi OM autocostruttori si sono trovati in difficoltà a causa di perdite, anche modeste, attraverso i dielettrici delle capacità in uso nei circuiti ?
Negli apparati che usano tensioni  di lavoro in corrente continua medio-alte la prova di perdite  è abbastanza semplice:
Infatti basta sollevare il capo del condensatore ove non è applicata tensione, e interporre un voltmetro per msurare la tensione di perdita.
La situazione è più critica nei circuiti oscillatori:
Infatti a volte le oscillazioni si smorzano appena le tensioni a radiofrequenza iniziano a riscaldare il dielettrico in perdita.
La situazione peggiora quindi con le tensioni in alternata a qualunque frequenza.
Inoltre parecchi di noi tengono in cassetto capacità di antica costruzione da usare, ad esempio, per il restauro di apparecchiature d’epoca, con qualche cattiva sorpresa al momento del collaudo di funzionamento dell’apparato.

Un progetto di realizzazione per uno strumento di prova al banco dell’isolamento del dielettrico delle capacità mi fu sollecitato da un meccanico restauratore di moto d’epoca che avvertiva l’esigenza.di testare la efficienza del condensatore posto sulle punte platinate dello spinterogeno, senza doverlo smontare.

Il risultato è stato quello di spingermi alla ideazione di uno strumento di misura molto semplice sia nel progetto che nella costruzione.

Circuito elettrico:
Si compone di un alimentatore in corrente continua e di un voltmetro elettronico.
l’alimentatore, come si nota dallo schema elettrico, è costituito da un trasformatorino da 6W, reperibilissimo, 12 +12V (24V  totali, raddrizzati in circuito di duplicazione ).
Il voltmetro elettronico è costituito da un circuito classicissimo con due  FET ed un galvanometro da 100microA fondo scala.
Il diodo posto in ingresso al voltmetro è di protezione per tensioni inverse che possono trovarsi accidentalmente ai capi di capacità di alto valore.
Il condensatore in prova viene testato, o direttamente con i reofori nelle boccole uscita tensione (circa 70 V) e ingresso Voltmetro, o a mezzo cavetti per tester con puntali (coccodrilli).
In tale modo viene misurata la tensione di perdita del dielettrico senza errori e con responso di assoluta certezza. Comodo vero?
Costruzione:
La costruzione non dovrebbe presentare difficoltà nel dare molta attenzione alle foto, allo schema elettrico, ed al circuito stampato allegati.
Per rendere piu’ semplice il montaggio dei componenti, consiglio di fotocopiare su ACETATO  il disegno della disposizione dei componenti, e dopo averlo sovrapposto sul lato vetronite del circuito stampato preparato, osservarlo controluce.
Il disegno del circuito stampato è visto dal basso, e quindi dopo averlo fotocopiato su ACETATO, basta porlo sul bromografo nella giusta posizione di facciata sul lato rame della piastra di vetronite ramata presensibilizzata.

Taratura dello strumento:
La prima operazione è la taratura dello “0” con la regolazione dell’apposito trimmer.
Qualora tale taratura fosse difficoltosa a causa di fondo corsa del trimmer, non permettendo lo “0” a circa metà della escursione, sarà opportuno, o invertire di posizione i  FET, o sostituirli, non essendo facile trovarli con eguali caratteristiche di amplificazione.
Si può comunque anche lavorare sui valori delle resistenze fisse poste ai due lati del trimmer, lasciando inalterata la somma di valore totale.
La seconda operazione è la taratura, a mezzo dell’apposito trimmer, della lettura in Volt della scala del galvanometro per la tensione di uscita dall’alimentatore, misurata in precedenza con un tester, e  che  dovrebbe aggirarsi intorno ai 72 V a vuoto.
Cortocircuitando quindi i puntali si testa e si tara la lettura in V dell’alimentatore
I pignoli potrebbero anche porre una tacca rossa in corrispondenza di tale lettura sulla scala del galvanometro.
E’ ovvio che, per il circuito adottato, la tensione di uscita dell’alimentatore è abbondantemente sufficiente per misurare la tensione di perdita del dielettrico, la sua percentuale, ed il cortocircuito del condensatore in prova.

Sperando di aver fatto cosa utile, e spero gradita, a molti OM, auguro buon lavoro e 73 / 51 ritenendomi a disposizione per ulteriori chiarimenti a chi ne avesse bisogno.


(Agosto 2000)

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