Ultima modifica: 20 Maggio 2013

ritengo

20 Maggio 13 Articolo

PROVAMOSFET / PROVAFET (CANALE N)

Uno strumento di misura per il nostro laboratorio veramente indispensabile, dopo il provatransistor, è il provaMosFET.
Il Provatransistor lo si trova dappetutto, sulle riviste tecniche, in Kit e persino su alcuni multimetri digitali, ma di un circuito prova MosFET, funzionante a radiofrequenza, non sono riuscito a trovarne traccia sia in letteratura sia sul WEB, per cui ritengo il mio progetto assolutamente originale .

CIRCUITO ELETTRICO
Tale progetto è scaturito dalla necessità di testare un MosFET, che sospettavo essere difettoso, montato su un ricetrasmettitore per HF.
A questo punto ho dovuto studiare un dispositivo che mi permettesse di valutarne la efficienza di un buon funzionamento.
Dalle prove e studi effettuati, la configurazione a circuito di amplificazione di radiofrequenza a 455 Kc., è risultato il miglior compromesso tra semplicità costruttiva ed efficienza di funzionamento, testando il guadagno con il controllo variabile sulla polarizzazione del Gate 2.
Per assolvere a tale funzione ho dovuto prima realizzare un modulo con generatore di radofrequenza a 455 Kc., a transistore, da anteporre all’ingresso del Gate 1 del MosFET in prova, e poi un modulo di amplificazione a radiofrequenza di 455 Kc. per verificarne il funzionamento.
Tale generatore, pertanto, non è altro che un transistore, adeguatamente polarizzato in base, in circuto HARTLEY su induttanza di Media Frequenza a 455 Kc.
Dal link di uscita di tale induttanza viene prelevato il segnale ed inviato sul Gate 1 del MosFET in prova utilizzato, appunto, come amplificatore di radiofrequenza.
Il Drain del MosFET in prova ha il cicuito di uscita accordato sullo stesso valore della induttanza del circuito oscillatore, e, dal link di uscita di quest’ultimo, il segnale amplificato, raddrizzato e duplicato, viene inviato ad un galvanometro per una visualizzazione sulla sua scala analogica.
Il controllo di guadagno regolabile inserito, con un potenziometro di adeguato valore verso massa, sul Gate 2 permette di valutarne la efficienza.
In altri termini, il componente sotto prova viene utilizzato esattamente per la configurazione cui è stato progettato e strutturato.
Lo schema elettrico del provaMosFET allegato, ritengo, sia esaustivo per la comprensione del funzionamento dello strumento.

25 Ottobre 10 Articolo

E.R.E. SHAK-TWO: MODIFICA PER LA “MAGIC BAND” (50 MHz)

Quanti OM hanno riposto, ingiustamente, ritenendolo obsoleto, lo SHAK-TWO in un cantuccio?
La ERE,  ditta  Italiana, propose  sul   mercato,  negli  anni  70,  il  primo  Ricetrasmettitore per VHF, a sintonia continua, per tutti i modi di ricezione e trasmissione, nel mentre le ditte dell’estremo oriente erano ancora orientate su RTX canalizzati.
Questo per la storia!
Orbene, per gli OM esperti, propongo la modifica dello SHAK-TWO per farlo operare sui 50 Mhz.
Questo è un lavoro che proposi alcuni anni addietro ad una Rivista del settore, ma, siccome andarono smarriti foto e schemi presso la redazione, tale lavoro venne pubblicato, senza mandarmi preventivamente le bozze, molto succintamente e senza gli indispensabili dati e documenti che avevo allegato. Pertanto, su proposta di CQ ELETTRONICA, ho rivisto la parte grafica in maniera sufficientemente, ritengo, completa al fine di stimolare gli OM volenterosi ed esperti alla ripresa in mano di un saldatore elettrico per il recupero ad altre funzioni, altrettanto valide, dello SHAK-TWO.
Per fare questo occorre pazienza e costanza, doti queste che ritengo base caratteriale degli OM.I l lavoro va effettuato sul VFO a conversione di frequenza e sul telaio TC 2 (vedi: Schema a Blocchi), lasciando al loro posto, senza modifiche, i telai della Frequenza intermedia (MF 2) e dell’oscillatore di portante (G 2). A tale lavoro sono allegati i relativi schemi elettrici di tutti i moduli dello SHAK-TWO.
Per poter lavorare comodamente occorre smontare dal telaio, dopo aver segnato i punti di collegamento dei fili di cablaggio originali, le piastre di circuito stampato VFO e TC 2. E’ un lavoraccio, ma bisogna farlo (Foto 1)! I dati della numerazione dei condensatori e delle resistenze dell’apparato sono sui Fogli Componenti 1 – 2 – 3.

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