GELOSO G4/220: RILEVATORE A PRODOTTO (PARTE PRIMA)

(con la collaborazione dell’Avv. Domenico Caradonna IK8ESU della Sezione ARI di Caserta)

STORIA e DATI (brevi cenni)

Il ricevitore GELOSO G4/220 (Fig.1 e schemi elettrici), ricevitore a copertura continua (0,55 Mc – 30 Mc. ripartiti in 6 gamme) particolarmente indicato per gli SWL, è un apparecchio ricevente, provvisto di 9 Tubi Termoionici, a singola conversione con valore di Frequenza Intermedia di 1900 Kc., e con sensibilità migliore di 2 μV per 50 mV di potenza.
Il ricevitore è immune da frequenze immagini su tutto lo spettro di ricezione grazie all’alto valore di Frequenza Intermedia prescelto (anche se questa soluzione porta  un modesto allargamento della banda passante di Frequenza Intermedia).
Anche altri difetti quali la intermodulazione o la modulazione crociata sono pressoché inesistenti.
Il G4 / 220 è stato presentato sul Bollettino Tecnico Geloso n° 107 dell’estate 1968.
La quotazione economica, allo stato attuale e in virtù della non facile reperibilità, è abbastanza alta per un ricevitore valvolare; ma trattandosi di un progetto della Nota Casa, oggetto di desiderio di molti collezionisti, peraltro ben progettato e ben costruito, caratteristiche queste che da sole ne giustificano il costo, è da considerarsi un prodotto ancora valido.
Per dovere di cronaca, ricordo altresì che alcuni dettagli di modifica all’apparecchio, apportati dalla casa GELOSO successivamente alla pubblicazione sul Bollettino Tecnico Geloso n° 107, non sono contemplati nello schema elettrico originale.
Sono comunque allegati a tale mia esposizione gli schemi elettrici del G4/220 sia della 1° versione sia della 2° versione.

PREMESSA

Nel lontano Novembre 1980 pubblicai su RR alcuni miglioramenti apportati all’esemplare in mio possesso, tra cui un filtro di BF per cercare di restringere un poco la banda passante, un Limitatore di Disturbi Impulsivi e la Demoltiplica Coassiale per la manopola di sintonia.
Dopo qualche tempo decisi di rimuovere dal mio ricevitore quelle modifiche ritenute poco performanti per il prestigio dell’apparecchio, per riportarlo alle condizioni originarie, lasciando però sia la Demoltiplica Coassiale per la manopola di sintonia che il Limitatore di Disturbi Impulsivi, le quali, oltre a essere ininfluenti per l’estetica del ricevitore, sono decisamente utili giacché esso ne è sprovvisto.
Ciò nonostante, stavo comunque studiando un sistema non invasivo per la ricezione delle trasmissioni in banda laterale, in quanto l’apparecchio era destinato, come tanti altri dell’epoca e di case costruttrici parimenti blasonate, alla ricezione del solo CW con la iniezione del BFO a mezzo di una piccola capacità sull’anodo del diodo rivelatore.
Difatti, per poter ricevere i segnali in banda laterale, con siffatta realizzazione costruttiva, bisogna agire continuamente sui comandi  R.F. GAIN, sul PITCH e su quello A.F. GAIN, rendendo l’ascolto estremamente difficoltoso, per nulla pratico e, alla fine, anche faticoso per l’orecchio.
In altri termini, al ricevitore necessitava urgentemente un rivelatore a prodotto che potesse decodificare decentemente le modulazioni SSB.
A farmi decidere è stata l’insistenza dell’amico Domenico (IK8ESU), parimenti possessore di un ricevitore G4/220, che mi ha prestato tutta la collaborazione necessaria nello studio di una soddisfacente soluzione al problema, ma che fosse al medesimo tempo non invasiva.
Abbiamo scartato l’ipotesi di realizzare il rivelatore a prodotto a transistor o con integrato, per non alterare la filosofia costruttiva del ricevitore con l’aggiunta di un’altra alimentazione a bassa tensione, come pure la sostituzione della valvola oscillatrice del BFO (ECC81/12AT7).
Ma la soluzione al problema era invece proprio sotto gli occhi.
Difatti, i tecnici GELOSO, sull’apparecchio in questione, per generare la portante per la rivelazione del CW hanno utilizzato un doppio triodo (ECC81/12AT7) per il BFO, utilizzandone solo una metà e lasciando libera l’altra metà.
A questo punto mi sono deciso ad utilizzare l’altra metà disponibile come mixer (Rivelatore a Prodotto) del segnale prelevato in RF dall’uscita dell’ultimo trasformatore di media frequenza e del segnale in uscita dal BFO.
Quindi nessuna sostituzione di valvola, nessun foro nel telaio, ma solo pochi collegamenti sui restanti piedini liberi della ECC81/12AT7, secondo lo schema allegato.
Pertanto, già forte dell’esperienza di modifica non invasiva praticata sul GELOSO G4/209, ricevitore  per gamme radiantistiche, con risultati di ascolto in banda laterale molto soddisfacenti, mi sono deciso a tale operazione.

TEORIA e COSTRUZIONE.

Osservando lo schema elettrico con la modifica per la realizzazione del rivelatore a prodotto si può notare che il segnale a RF, proveniente dal pin n° 3 dell’ultimo trasformatore di frequenza intermedia (cod. 17826), va sia all’anodo della 6AL5 utilizzata per la rivelazione AM secondo la configurazione originale, sia, a mezzo condensatore da 150 pF circa, al centrale del trimmer da 1 MΩ di polarizzazione della griglia della metà inutilizzata della ECC81 (questo trimmer serve per regolare la giusta iniezione del segnale proveniente dalla FI).
Alla stessa griglia del triodo (pin 7) va un condensatore da 1000 pF proveniente dal catodo dell’altra metà della ECC81 (pin 3) per la iniezione del segnale proveniente dal BFO.
In tal modo sulla griglia del triodo che utilizziamo quale mixer convergono sia il segnale di frequenza intermedia sia il segnale del BFO.
I due segnali a RF mescolati in griglia si ritrovano, come risultante di battimento del rivelatore a prodotto, sull’anodo (pin 6), e di lì il segnale di differenza in bassa frequenza viene inviato al potenziometro di volume a mezzo condensatore da 4700 pF.
Il catodo (pin 8) viene polarizzato con resistore da 1000 Ω, e l’anodo (pin 6) viene alimentato attraverso un resistore da 220 KΩ (circa 50V di alimentazione anodica).
Il resistore di anodica da 220 KΩ può essre sostituito da un resistore da 470 KΩ nel caso si ritenesse eccessiva la amplificazione dei segnali in SSB rivelati, abbassando ulteriormente, in tal modo, la tensione di alimentazione anodica.
La tensione di alimentazione anodica di tale triodo viene prelevata dall’interruttore posto sul pannello frontale dell’apparato indicante la inserzione del BFO.
Infatti, su uno dei terminali dell’interruttore è presente la tensione di 150 V circa stabilizzata dal diodo a gas OA2.
L’altro terminale dell’interruttore, una volta inserito, porta contemporaneamente l’alimentazione sia all’anodo della sezione triodo BFO, sia all’anodo della sezione triodo Rivelatore a Prodotto.
Sull’altra sezione del medesimo interruttore bisogna, ovviamente, scollegare i fili dello strumento S-Meter saldandoli ai due capi che prima venivano cortocircuitati, per avere l’indicazione del segnale anche in SSB, laddove nella configurazione originale con il BFO inserito lo strumento non indicava nulla.

COSTRUZIONE

La prima operazione che consiglio è quella di togliere la manopola di sintonia, smontare l’asse della manopola completamente, ed al suo posto montare una demoltiplica coassiale (tipo Bulgin con rapporto 6:1) praticando i rispettivi fori di fissaggio della ghiera (Fig. 2).
Lasciare in sede la boccola di ottone che prima conteneva l’alberino con la cordina della sintonia (del diametro di 6 mm) e al posto suo montare uno spezzone di asse di potenziometro dello stesso diametro, da infilare tra la boccola e la demoltiplica, su cui avvolgere di nuovo tre giri della cordina che muove l’ago del quadrante delle frequenze, come montato in origine.
Il risultato è una sintonia molto molto fine che consente di centrare agevolmente le stazioni in SSB e di avere una precisione di lettura sulla scala. Ovviamente, per scorrere tutta la sezione di frequenza occorreranno molti giri di manopola; io ho ovviato al problema inserendo sulla manopola originale una levetta-manovella come mostrato nelle foto.
Per chi avesse smarrito la boccola originale in ottone, al suo posto può utilizzare una boccola di un vecchio potenziometro fuori uso dopo averla smontata, preparata alla nuova funzione e fissata con il relativo dado dove era il vecchio asse-alberino (Fig.3 -Fig.4 – Fig.5).

Dopo aver preparato e completato il piccolissimo circuito stampato con i pochi componenti, che possono essere montati anche su un pezzo di millefori, (Fig.6a – Fig.6b) lo si posiziona come illustrato in Fig. 7, fissandolo con una vite sul piano del telaio previa una piccola foratura da 3 mm, eventualmente da filettare.
Si provvede ai collegamenti elettrici come da schema allegato.
Prima di tutto collegare anche il secondo filamento della ECC81 saldando con un pezzo di filo sottile il pin 5 con il pin 4 su cui termina già la tensione di 6,3 Vac.
Il pin 6 dell’anodo della sezione triodo utilizzata per il rivelatore a prodotto della ECC81 viene collegato a mezzo di un condensatore da 4700 pF al piedino 4 della sezione oscillatrice del gruppo ove è già collegato il cavetto schermato proveniente dal rivelatore AM (Fig. 8).
In tale punto, l’uscita della rivelazione AM e l’uscita del rivelatore a prodotto per la SSB andrebbero commutati alternativamente, a secondo dell’uso, a mezzo di un microrelè, ma sperimentalmente ho provato che tale commutazione può essere omessa in quanto le due funzioni, anche se collegate insieme, non incidono su un buono ascolto sia in AM, sia in SSB.
La Fig.9 mostra la vista completa della modifica.
L’alimentazione anodica sullo schedino, come detto va prelevata dal terminale del commutatore posto sul frontale del ricevitore che alimenta anche l’anodica della sezione triodo BFO.
Quando tale commutatore è spento, viene interrotta l’alimentazione.
Come spiegato prima, staccare i fili che su tale commutatore cortocircuitano lo strumento S’METER, e in tal maniera avremo la possibilità di leggere il segnale anche in SSB.

TARATURA

L’unica taratura da effettuare è quella di regolare il trimmer da 1 MΩ per il miglior ascolto qualitativo per la SSB, ma comunque, per esperienza, il cursore del trimmer va posizionato a circa ¾ della sua escursione.

In questa configurazione, miscelando i due segnali AM e SSB nella sezione inutilizzata della ECC81, si riceve la SSB in modo agevole tenendo il comando R.F. GAIN sempre al massimo e agendo solo sul comando PITCH per la centratura a causa della deriva dell’oscillatore del ricevitore.
Ma questa è un’altra storia !

In un secondo mio lavoro, che completerà il presente, descriverò come stabilizzare la deriva di frequenza dell’apparecchio nell’ascolto della SSB

Nella speranza di aver espresso tutto quanto è utile a chi voglia praticare tale semplicissima modifica, auguro, come sempre un buon lavoro rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti.

I valori definitivi dei componenti (Resistori e Condensatori) sono quelli indicati nello schema elettrico del rivelatore a prodotto, e, pertanto, non si devono tenere in alcun conto dei dati diversi che possono apparire su qualche foto allegata scattata in sede di realizzazione della modifica.


COMPONENTI

Resistori:
220 KΩ     1/2 W
1 KΩ         1/2 W
Trimmer:
1 MΩ        Verticale
Condensatori:
4,7 KpF     Poliestere  250V  (n° 2)
1000 pF     Ceramico a pasticca 70V
150 pF       Ceramico a pasticca 70V

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