Provavalvole Radio Scuola Elettra ver. 2: Modifica in ver. 3 (a levette)

PROVAVALVOLE RADIO SCUOLA ELETTRA

PREMESSA e TEORIA su MODIFICA

Il Provavalvole della Scuola Radio Elettra da sempre e’ stato, e lo è ancora tutt’ora, al centro della attenzione di molti appassionati di elettronica e di molti OM che sono nati radiantisticamente con le valvole o che le prediligono ad apparecchiature allo stato solido. Su tale presupposto, tenuto conto di questo dato di fatto, ho realizzato un mio vecchio desiderio, quello di migliorare tale strumento di laboratorio, ponendo nella sua rivisitazione le considerazioni recensite su varie riviste e sul WEB, per cui desidero offrire agli OM Autocostruttori anche il mio modesto contributo.
Tale provavalvole è del tipo ad EMISSIONE, il più semplice ed il più pratico per l’uso di utenza cui è destinato.

Per avere qualche idea più estesa sui PROVAVALVOLE consiglio di leggere una ottima ed esauriente recensione, scaricabile in *.pdf dal WEB, di I0KWK e pubblicato su alcuni numeri, se non erro, di RadioRivista del 2010, con titolo “IL PROVAVALVOLE”.

E vengo al dunque:
Da qualche anno sono entrato in possesso del provavalvole a banane e spinette (ritengo Serie 2) della Scuola Radio Elettra.
Mi sembra che, in successione di tempo, il primo aveva commutazioni a banane e boccole, il secondo commutazioni a banane e spinette, ed il terzo, più moderno, era a commutazione mediante levette.
Nel contempo non posso non ricordare che, dagli inizi anni ’50 del secolo scorso, molti di noi, giovanissimi principianti sperimentatori per costruzione di elettronica radio, si sono formati tecnicamente proprio grazie alle Scuole Radio per Corrispondenza (per citarne alcune più famose come la Scuola Radio Italiana, la Scuola Radio Elettra, la Scuola Radio Grimaldi ecc.).

Il provavalvole della S.R.E. in questione (Provavalvole del tipo ad EMISSIONE) è stato oggetto, immeritatamente a mio giudizio, di diverse critiche, sia sul principio di funzionamento, sia sulla validità circuitale del progetto.

Il principio di funzionamento:

Sulla scorta della mia esperienza, ritengo giusti i criteri cui si sono ispirati gli ingegneri progettisti, ovvero quello di provare la valvola in esame, di qualunque tipo essa sia, in base al solo assorbimento di corrente fra Catodo ed Anodo (commutando elettricamente le varie griglie sul negativo comune, ad eccezione di quella di schermo per i soli pentodi amplificatori di tensione o di corrente). Tale principio costruttivo, Provavalvole ad Emissione, è stato a suo tempo adottato da quasi tutti i Provavalvole di tipo Commerciale (dedicati ai Radiotecnici).

La validità circuitale:

Sempre a mio giudizio, il Provavalvole della S.R.E come progetto del tempo aveva una sua valenza e logica.
Io sottoscritto ho ritenuto opportuno rendere più idoneo tale strumento sostituendo la basetta originale a spinette con una basetta provvista di 9 commutatori a slitta di 4 posizioni e aggiungendo sul pannello (vedi foto allegate) un commutatore rotante a 4 posizioni per le FUNZIONI:
Corto circuito,
Diodo rivelatore,
Diodo rettificatore,
Anodica Valvole Amplificatrici.

Per tali modifiche mi sono ispirato al provavalvole a levette (serie 3 della R,S.E,).
Poi ho inserito, in un contenitore in legno, Il Provavalvole ed un Milliamperometro dedicato.

Infatti, nel progetto circuitale originale S.R.E., la misura finale della valvola in esame, su millamperometro, avviene inserendo uno Shunt di valore parzialmente variabile costituito da una resistenza in serie ad un potenziometro da 1000ohm a filo (“TARATURA”).
Tale Shunt regolabile era valido sia nella portata da 1mA che nella portata da 10mA di un milliamperometro, come suggerito dal manuale in dotazione.
Tale soluzione, pertanto, non mi sembrava quella giusta.

Sul percorso circuitale ho anche inserito un filtro LC onde evitare autooscillazione della valvola in esame.
Poi, per la gestione strumento di misura, dopo il filtro LC, doveva essere inserito nel circuito, una opzione commutabile e diversificata di n° 2 resistenze di SHUNT in serie al potenziometro a filo, una per la portata indicata di 1mA Fondo Scala, ed un’altra per la portata di 10mA Fondo Scala, e questi da inviare ad un milliamperometro specificamente dedicato e costruito.
Infatti, per la misura milliamperometrica, ho scelto uno strumento da 1mA fondo scala, ottenendo alla fine una lettura di emissione già tarata al % su tutta portata della scala.

COSTRUZIONE

Prima operazione da effettuare, sul pannello, è inserire un commutatore rotativo di “FUNZIONE” a 4 posizioni al posto del deviatore originale a levetta (Corto – Emissione).

Seconda operazione da effettuare è allargare in altezza, ed in misura idonea il foro rettangolare contenente la basetta a spinette rimossa, ed inserire al suo posto la basetta in vetronite, già preparata, con gli interruttori a slitta di 4 posizioni provvsta di mascherina forata autocostruita (ritenendo esaustive le foto allegate).

Terza operazione è costruire un milliamperometro dedicato seguendo le indicazioni di schema elettrico e le foto illustrative di assemblaggio.
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Osservando con occhio attento tutte le foto sarà semplice apportare tali modifiche.
Infatti le foto allegate mostrano i montaggi della componentistica occorrente alla modifica del circuito.
Si notano, sul retro pannello, l’impedenza a nido d’ape da 150microH (valore non critico ma compreso fra i 100microH e i 200microH) con i due condensatori in poliestere (di ingresso e di uscita da 10K250V) collegati a monte e a valle, e le resistenze montate sul commutatore rotante delle “FUNZIONI”.

Ritengo, pertanto, che la attenta osservazione dello schema elettrico e delle foto possono essere esaustive per la modifica che si dovrà realizzare.

Quarta operazione ed ultima è la costruzione del milliamperometro dedicato.
Dopo aver acquistato un milliamperometro da 1mA fondo scala (obbligatorio) gli si dovrà aggiungere un solo SHUNT commutabile per la lettura 10mA fondo scala, come specificato innanzi, attenendosi strettamente allo schema elettrico di modifica in allegato.
In più ho aggiunto anche una portata suppletiva di 100mA per sicurezza qualora lo strumento battesse fondo scala.

Queste modifiche permetteranno di potere utilizzare il manuale dedicato per il provavalvole a levette (serie 3 – R.S.E.)
In definitiva la giusta lettura deriverà da quanto richiesto e scritto sul relativo manuale del più recente provavalvole a levette.

Il valore in ohm delle resistenze Shunt, per le portate di lettura indicati nello schema, possono leggermente variare a secondo dei parametri caratteristici della casa costruttrice del galvanometro (valore resistivo della bobina mobile).
Infatti questa può variare fra i 15ohm e i 18ohm. Per accertare il giusto valore Shunt occorrerà disporre, per comparazione, di uno strumento digitale affidabile per precisione collegandolo ad una alimentatore + resistore di carico, e, con il Box di resistenze, trovare il valore utile al nostro Shunt per i 10 mA fondo scala.
Qualora dovesse essere, per esempio, di 16ohm si potrà ottenere il valore scelto o con 2 resistenze in serie o, in alternativa, con quella da 18ohm ponendo in parallelo ad essa una di valore più alto.

Tale Miliamperometro dedicato viene infine inserito nel contenitore che comprende anche pannello originale del provavalvole.

In aggiunta a quanto descritto sopra, mi preme precisare che, fermo restando le rigorose e corrette tarature di 1mA f.s. e di 10mA f.s. del milliamperometro dedicato (operazione fondamentale di base), ciò che possono essere variate per ottenere il giusto punto di lettura al % f.s. sono soltanto i valori, anche se di poco, degli Shunt commutabili posti in serie al potenziometro a filo da 1000ohm (TARATURA).
Nell’inserire le opzioni suggerite dal manuale provavalvole il % f.s. deve coincidere con i punti di indicazione “TARATURA” testando due valvole nuove (es. EL84 sulla portata 10mA e EF89 sulla portata 1mA, o, in alternativa, di 6AQ5-EL41 e 6BA6-EF41).

CONCLUSIONI e COLLAUDO

Nel provavalvole in tal modo modificato ho testato valvole nuove di zecca (tipo EL34, EL84, 6AQ5, EL41, EF89, 6BA6 ecc.) e valvole usate, con emissione al 40%,
al 60%, ed al 80% circa, comparandole con un provavalvole CHINAGLIA mod. 560 in mio possesso, ed ho trovato che la modifica effettuata va benissimo e senza problemi con una lettura che mi indica, più correttamente, la percentuale di emissione su tutta la scala milliamperometrica, e non soltanto se è efficiente o è esaurita.
Desidero precisare, per mia esperienza, che una valvola al 40% di emissione può essere ancora valida per il funzionamento nel circuito in cui è applicata, anche se non perfettamente efficiente e sempre se non esistano in essa altri difetti che non riguardano la emissione.
Se il manuale prescrive milliamperometro da 1mA fondo scala per le valvole amplificatrici di tensione o milliamperometro da 10mA fondo scala per le valvole amplificatrici di corrente, avremo che ognuna delle due portate avrà gli SHUNT dedicati, e, pertanto, non si dovranno fare pù capriole per interpretare i dati di uscita.

Spero che questa descrizione, molto succcinta, possa essere utile a chi possiede e vuole migliorare le prestazioni di tale provavalvole in barba ai detrattori che dovrebbero conservare un minimo di gratitudine per dei tecnici docenti che a suo tempo hanno dato tanto per la preparazione tecnica degli appassionati ed autocostruttori di elettronica.

N.B.
Lo schema di cablaggio originale retro pannello presenta un errore dei collegamenti sui piedini dello zoccolo OCTAL EUROPEO (quello a vaschetta per intenderci).
Ritengo opportuno verificare doverosamente i vari collegamenti sui piedini di tutti gli zoccoli in modo tale che, ad esempio, un collegamento sul piedino 1 di uno zoccolo corrisponda sempre con il piedino 1 di tutti gli altri e così via di seguito.

Negli allegati ho inserito anche un foglio con le didascalie che dovrà essere stampato su di acetato adesivo da 50 micron di spessore. Verranno quindi singolarmente ritaglite le didascalie da utilizzare e con piccole pinzette vengono deposte per la adesione ove occorrono (vedi il particolare foto pannello).

sempre a disposizione per chiarimenti (se necessari), e ringraziando per la attenzione rivoltami, auguro a tutti un buon lavoro.