Archivio per: L’ANGOLO DI I8SKG

L'ANGOLO DI I8SKG 1 Dic 2010
ALIMENTATORE 20 AMPERE CON UN MJ11032 (VER. 2.0)

Tratto da: RADIO   RIVISTA   02 / 2007  (pag. 80)

(Progetto e costruzione di I8SKG)

Facendo seguito ad alcuni miei progetti di precedenti alimentatori pubblicati:
Sul n° 2 del 2000 di RADIO RIVISTA con l’impiego di due LM338 (8 A continui).
Sul n° 10 del 2004 di RADIO RIVISTA con l’impiego di un LM388 (5 A continui per uso laboratorio).
Sul n° 10 del 2004 di RADIO KIT ELETTRONICA con l’impiego di due Darlington + un IC  (25 A continui).
Sul n° 7 / 8 del 2005 di RADIO KIT ELETTRONICA con l’impiego di un Darlington + IC (20 A continui).
ho voluto, questa volta, riproporne un altro, questa volta su RADIO RIVISTA, con gli stessi principi di funzionamento equivalenti a quello pubblicato sul n° 7 / 8 del 2005 di R K E, ma con piccole modifiche di ottimizzazione rispetto a quest’ultimo, realizzato egualmente con un solo Darlington ed un solo integrato.
I pricipi di funzionamento  degli ultimi 2 alimentatori, pubblicati su R K E, sono stati già abbondantemente descritti su antiche e svariate riviste, ma allo stato attuale la novità proposta dal sottoscritto consiste nell’avere utilizzato, con l’usuale LM 7912 ottimizzato nel suo funzionamento, un solo darlington, poco costoso, di elevatissimo guadagno e di elevata potenza  
L’alimentatore in oggetto, eroga, in servizio continuo, 20 A a 13,8 V, con assoluta stabilità di uscita di tensione sotto carico massimo.
L’alimentatore è, pertanto, affidabile e robusto, i componenti sono molto pochi, le dimensioni ed il peso molto ridotti, ed il costo finale molto contenuto per chi volesse realizzarlo.

 

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L'ANGOLO DI I8SKG 21 Nov 2010
FILTRO ADATTATORE A T ( 27-30 MHz)

Tratto da: RADIO  KIT  ELETTRONICA   n° 9 / 2008  (pag. 15)


PREMESSA  TEORICA

L’accoppiamento fra RTX ed ANTENNA dovrebbe avvenire sempre a mezzo filtro passa-basso adattatore a PI (P-greco) o a T.
Ma ormai non è più così: Difatti, negli apparati commerciali recenti e non, di alto pregio e non, la filosofia e l’architettura costruttiva prevedono esclusivamente  trasformatori a larga banda su ferriti binoculari o circuiti ad induttanza e capacità a basso Q (riduzione massiccia di componentistica per motivi di costo industriale a favore del massimo profitto).
Sono comunque esistiti diversi e rari apparati RTX con filtri adattatori passa-basso a PI (P-greco), o equivalenti a T, commutati, in trasmissione, per ogni banda di frequenza operativa.
La applicazione pratica di tali filtri (filtri passa-basso), se ben calcolati, si traduce in drastica, se non quasi totale, attenuazione delle relative armoniche in trasmissione.
Se poi tali filtri sono posti in ingresso ad un apparato ricevente realizzano una accurata presintonizzazione dello stadio amplificatore di alta frequenza.

 

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L'ANGOLO DI I8SKG 21 Nov 2010
COMMUTATORE ECONOMICO HF – VHF – UHF

Tratto da: RADIO  KIT  ELETTRONICA Gennaio 2007 – pag. 38

La costruzione del commutatore che mi accingo a descrivere la suggerisco a quanti  OM autocostruttori non disdegnano le realizzazioni fatte con materiali “poveri”.
Tali commutatori li uso da diversi anni con ottimi risultati.
Le caratteristiche sono:
La estrema economicità
La estrema semplicità costruttiva
La robustezza d’uso (fino al KW di RF)
La utilizzazione dalle HF alle UHF con ROS 1:1
Nessuna perdita di inserzione, per le piccolissime potenze, nella commutazione

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L'ANGOLO DI I8SKG 21 Nov 2010
CARICO PASSANTE DI 50 OHM (per il laboratorio)

Tratto da: RADIO KIT ELETTRONICA     n°  2 / 2009  –  pag. 34

Spesso gli OM autocostruttori che trafficano in misure elettriche si trovano ad aver bisogno di piccoli aggeggi di ausilio per le proprie sperimentazioni e che non reperiscono facilmente sul mercato, vuoi per la difficile disponibilità di accessori, vuoi per il costo talvolta spropositato degli stessi, o addirittura perché nessuno ha mai pensato di realizzarli, industria o privato che sia: in questi casi ci sovviene appunto l’autocostruzione a risolvere i nostri problemi.
In questo mio scritto propongo quindi la realizzazione di un CARICO PASSANTE a 50 OHM  da circa 4 W (vedi schema).
Tale dispositivo non è affatto originale ma è molto descritto sulle riviste come Carico Fittizio di uso provvisorio per la facilità con cui si può costruire al momento del bisogno.
Tali dispositivi esistono, quali accessori opzionali e di solito di piccole dimensioni, che non possono essere caricati oltre 1 W, in accoppiamento a sonde di vario genere che le case costruttrici di strumentazione professionale di laboratorio mettono a disposizione della utenza, ma una volta che sono andati fuori uso (per i più svariati motivi) ne diventa difficile la stessa reperibilità.
La costruzione del dispositivo è molto semplice ed è a portata di chiunque.

 

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L'ANGOLO DI I8SKG 10 Nov 2010
WATTMETRO/ROSMETRO 1.8-50 MHz 20/200/2000W

Tratto da: RADIORIVISTA   7-8 / 2002   pag.21

In prosieguo ai miei vari lavori su apparecchiature riguardante i sei metri pubblicati su R.R., mi accingo a descriverne un altro, nella speranza di poter soddisfare gli utenti di tale banda radiantistica.

Infatti, con la realizzazione (assieme ad IK8MKK) del P.A. con la 3-500Z, si rendeva necessario realizzare un affidabile quanto indistruttibile Wattmetro-Rosmetro, per la sopra menzionata apparecchiatura, in grado di lavorare con assoluta tranquillità, e per la elevata potenza a radiofrequenza applicabile, e per misure su antenne anche fortemente disadattate.

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L'ANGOLO DI I8SKG 4 Nov 2010
PROVACONDENSATORI

Tratto da: RADIORIVISTA   1 / 2001  pag.24

Quanti di noi OM autocostruttori si sono trovati in difficoltà a causa di perdite, anche modeste, attraverso i dielettrici delle capacità in uso nei circuiti ?
Negli apparati che usano tensioni  di lavoro in corrente continua medio-alte la prova di perdite  è abbastanza semplice:
Infatti basta sollevare il capo del condensatore ove non è applicata tensione, e interporre un voltmetro per msurare la tensione di perdita.
La situazione è più critica nei circuiti oscillatori:
Infatti a volte le oscillazioni si smorzano appena le tensioni a radiofrequenza iniziano a riscaldare il dielettrico in perdita.
La situazione peggiora quindi con le tensioni in alternata a qualunque frequenza.
Inoltre parecchi di noi tengono in cassetto capacità di antica costruzione da usare, ad esempio, per il restauro di apparecchiature d’epoca, con qualche cattiva sorpresa al momento del collaudo di funzionamento dell’apparato.

Un progetto di realizzazione per uno strumento di prova al banco dell’isolamento del dielettrico delle capacità mi fu sollecitato da un meccanico restauratore di moto d’epoca che avvertiva l’esigenza.di testare la efficienza del condensatore posto sulle punte platinate dello spinterogeno, senza doverlo smontare.

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L'ANGOLO DI I8SKG 31 Ott 2010
SCHEDA AUDIO DI POTENZA PER PC

Tratto da: RADIO  KIT  ELETTRONICA  n° 4 – Aprile  2006 (pag. 10)

Questo mio lavoro, che desidero proporre agli OM autocostruttori, non è certo dedicato a chi si diletta delle recenti tecnologie così dette avanzate, ma a coloro che desiderano sperimentare i circuiti elettronici con materiali poveri.
Orbene, chi non ricorda quelle belle schede audio, su slot ISA, con i finali di potenza che erano tanto in uso una diecina di anni addietro, con dotazione di software di bei complessi audio su schermo ?
Le schede madri attualmente in commercio hanno quasi tutte integrate le schede video, le schede audio, i modem ecc.ecc., e solo con qualche slot PCI (gli ISA a 16 bits, ancora presenti sui pentium 2 e su qualche pentium 3, sono infatti assenti sui pentium 4 perché ritenuti non idonei per processori ultraveloci e per gli ultimi sitemi operativi, sic !).
Per motivi, quindi, di costo, le schede audio non hanno finali di potenza, per cui le uscite devono essere accoppiate ad altoparlanti amplificati, o, per gli audiofili, all’input su complessi HI-FI.
Siccome a gran parte degli OM non occorrono grandi complessi di amplificazione, perché con il PC ci devono lavorare, e l’audio è solo un accessorio non vitale, propongo la costruzione di una semplice scheda amplificatrice di potenza (si fa per dire – 1W per canale), con tecnologia obsoleta, ovvero, circuito stampato casereccio e componenti discreti, da includere nel PC.

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L'ANGOLO DI I8SKG 25 Ott 2010
E.R.E. SHAK-TWO: MODIFICA PER LA “MAGIC BAND” (50 MHz)

Quanti OM hanno riposto, ingiustamente, ritenendolo obsoleto, lo SHAK-TWO in un cantuccio?
La ERE,  ditta  Italiana, propose  sul   mercato,  negli  anni  70,  il  primo  Ricetrasmettitore per VHF, a sintonia continua, per tutti i modi di ricezione e trasmissione, nel mentre le ditte dell’estremo oriente erano ancora orientate su RTX canalizzati.
Questo per la storia!
Orbene, per gli OM esperti, propongo la modifica dello SHAK-TWO per farlo operare sui 50 Mhz.
Questo è un lavoro che proposi alcuni anni addietro ad una Rivista del settore, ma, siccome andarono smarriti foto e schemi presso la redazione, tale lavoro venne pubblicato, senza mandarmi preventivamente le bozze, molto succintamente e senza gli indispensabili dati e documenti che avevo allegato. Pertanto, su proposta di CQ ELETTRONICA, ho rivisto la parte grafica in maniera sufficientemente, ritengo, completa al fine di stimolare gli OM volenterosi ed esperti alla ripresa in mano di un saldatore elettrico per il recupero ad altre funzioni, altrettanto valide, dello SHAK-TWO.
Per fare questo occorre pazienza e costanza, doti queste che ritengo base caratteriale degli OM.I l lavoro va effettuato sul VFO a conversione di frequenza e sul telaio TC 2 (vedi: Schema a Blocchi), lasciando al loro posto, senza modifiche, i telai della Frequenza intermedia (MF 2) e dell’oscillatore di portante (G 2). A tale lavoro sono allegati i relativi schemi elettrici di tutti i moduli dello SHAK-TWO.
Per poter lavorare comodamente occorre smontare dal telaio, dopo aver segnato i punti di collegamento dei fili di cablaggio originali, le piastre di circuito stampato VFO e TC 2. E’ un lavoraccio, ma bisogna farlo (Foto 1)! I dati della numerazione dei condensatori e delle resistenze dell’apparato sono sui Fogli Componenti 1 – 2 – 3.

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L'ANGOLO DI I8SKG 18 Ott 2010
RESISTORE PER DIPOLI 40m – 80m

Tratto da: RADIO  KIT  ELETTRONICA  n° 2 – Febbraio  2007 (pag. 42)

Questo accessorio,  o dispositivo che dir si voglia, che mi accingo a descrivere per le antenne filari sarà oltremodo utile agli OM che sono soliti praticare le freqenze basse delle HF.
E’ doveroso, inoltre,  precisare che tale accessorio è stato usato già dai tempi antichi della radio a livello professionale (Navi, Aerei, Centri radio, ecc.), ove si usavano, per la ricezione e la trasmissione, le frequenze del basso spettro delle HF.
Tale accessorio, o meglio, dispositivo, costituito da una resistenza di discreta dissipazione, pone in corto circuito i punti di alimentazione dei bracci di un dipolo.
Il valore resistivo è di 2200 ohm, e la dissipazione, in proporzione, è adeguata alla potenza di trasmissione irradiata (per i 100 W in uso fra i radioamatori la potenza di dissipazione richiesta è bassissima, circa 3 W).
Personalmente ho avuto la fortuna di vedere fisicamente questo oggetto antico e  attualmente poco conosciuto nella sua funzione sui dipoli di I8DFP (ex ufficiale marconista di marina, ed ex marconista di Napoli Radio), ed era costituito da un supporto resistivo a carbone (Antinduttivo) provvisto ai due estremi di un occhiello ove veniva fissato ai punti di alimentazione del o dei dipoli con viti e capocorda.

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L'ANGOLO DI I8SKG 13 Ott 2010
IL BI-DIPOLO

Descrivo un dipolo bibanda con unica discesa, per chi dispone di poco spazio in terrazza, da montare ad ombrello (a X anche stretto).
Questo dipolo bibanda è stato realizzato dal sottoscritto da alcuni anni, ed è quindi in uso, da tempo, nella residenza estiva in collina.
Pur essendo stato descritto su Internet dal caro e vecchio amico I8SWZ, mi sono deciso, un poco in ritardo, a recensirlo su RadioKit Elettronica con qualche dato in più.
Il bi-dipolo è formato da elementi filari con bobine di compensazione.
I dati sono sui disegni.
I bracci sono costituiti da normale treccia in rame ricoperto, per impianti elettrici, da 2,5 o poco più.
Le bobine sono costruite con filo ricoperto da  0,8 circa di spessore rame, su supporti in PVC per uso idraulico:
Diametro  supporto PVC per i 40 m. = 32 mm.
Diametro  supporto PVC per gli 80 m. =  40 mm.
La lunghezza di tali supporti è conseguente al diametro del filo usato, anzi il mio suggerimento è quello di avvolgere prima le spire e poi tagliare il supporto in PVC.
La risonanza in frequenza delle antenne si ottiene solo e soltanto aumentando o diminuendo il numero delle spire, lasciando invariata la lunghezza della porzione filare dei dipoli, secondo le misure che consiglio.

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