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RESISTORE PER DIPOLI 40m – 80m

Tratto da: RADIO  KIT  ELETTRONICA  n° 2 – Febbraio  2007 (pag. 42)

Questo accessorio,  o dispositivo che dir si voglia, che mi accingo a descrivere per le antenne filari sarà oltremodo utile agli OM che sono soliti praticare le freqenze basse delle HF.
E’ doveroso, inoltre,  precisare che tale accessorio è stato usato già dai tempi antichi della radio a livello professionale (Navi, Aerei, Centri radio, ecc.), ove si usavano, per la ricezione e la trasmissione, le frequenze del basso spettro delle HF.
Tale accessorio, o meglio, dispositivo, costituito da una resistenza di discreta dissipazione, pone in corto circuito i punti di alimentazione dei bracci di un dipolo.
Il valore resistivo è di 2200 ohm, e la dissipazione, in proporzione, è adeguata alla potenza di trasmissione irradiata (per i 100 W in uso fra i radioamatori la potenza di dissipazione richiesta è bassissima, circa 3 W).
Personalmente ho avuto la fortuna di vedere fisicamente questo oggetto antico e  attualmente poco conosciuto nella sua funzione sui dipoli di I8DFP (ex ufficiale marconista di marina, ed ex marconista di Napoli Radio), ed era costituito da un supporto resistivo a carbone (Antinduttivo) provvisto ai due estremi di un occhiello ove veniva fissato ai punti di alimentazione del o dei dipoli con viti e capocorda.

IL BI-DIPOLO

Descrivo un dipolo bibanda con unica discesa, per chi dispone di poco spazio in terrazza, da montare ad ombrello (a X anche stretto).
Questo dipolo bibanda è stato realizzato dal sottoscritto da alcuni anni, ed è quindi in uso, da tempo, nella residenza estiva in collina.
Pur essendo stato descritto su Internet dal caro e vecchio amico I8SWZ, mi sono deciso, un poco in ritardo, a recensirlo su RadioKit Elettronica con qualche dato in più.
Il bi-dipolo è formato da elementi filari con bobine di compensazione.
I dati sono sui disegni.
I bracci sono costituiti da normale treccia in rame ricoperto, per impianti elettrici, da 2,5 o poco più.
Le bobine sono costruite con filo ricoperto da  0,8 circa di spessore rame, su supporti in PVC per uso idraulico:
Diametro  supporto PVC per i 40 m. = 32 mm.
Diametro  supporto PVC per gli 80 m. =  40 mm.
La lunghezza di tali supporti è conseguente al diametro del filo usato, anzi il mio suggerimento è quello di avvolgere prima le spire e poi tagliare il supporto in PVC.
La risonanza in frequenza delle antenne si ottiene solo e soltanto aumentando o diminuendo il numero delle spire, lasciando invariata la lunghezza della porzione filare dei dipoli, secondo le misure che consiglio.

ALIMENTATORE 20 A CON DUE BDV67D

Tratto da: RADIO KIT ELETTRONICA  7 / 8 – 2005
(Progetto e costruzione di I8SKG)

Molti sono gli Alimentatori da 20 Ampere in uso fra i Radioamatori, sia di produzione commerciale, sia autocostruiti.
I circuiti, spesso complessi per l’uso di componenti particolari, o, molto più spesso semplici per l’uso di componenti molto diffusi e molto economici alla fonte, alla fine si presentano tutti con costi finali sostenuti. Orbene, lo scopo di noi radioamatori autocostruttori è stato da sempre quello di proporre schemi elettrici semplici, alternativi alla produzione di massa, con componentistica facilmente reperibile sul mercato, dai costi non eccessivi, affidabili, e dai risultati gratificanti. Per questo mi accingo a descrivere e a proporre ai Radioamatori, con recensione su rivista, un mio recente progetto, derivato da consultazione di data sheet dei componenti principali e di varie recensioni bibliografiche, realizzato nel giro di alcuni giorni, e solo dopo avere sottoposto il prodotto a numerose prove e tests circuitali. I componenti sono molto pochi, ed il costo finale spero sia soddisfacente per chi volesse realizzarlo, accettando, per altro, benvolentieri eventuali suggerimenti migliorativi.

ANTENNA VERTICALE A BANDA LARGA (SECONDA PARTE)

Tratto da: RadioRivista 04/2008 pag. 76

ADATTATORE VARIABILE a T
per
ANTENNA VERTICALE a BANDA LARGA di I8SKG

L’ADATTATORE a T
(Teoria)

L’accoppiamento fra complesso antenne ad alta impedenza e a banda larga + trasformatore UN-UN ed RTX deve avvenire solo a mezzo di filtro adattatore a P-greco o a T, e non, pertanto, con accordatore d’antenna automatico o manuale chessia, in quanto, con questi ultimi, è impossibile accorgersi fino a quando una antenna è risonante e quindi bene accordata, tranne che il ROS è finalmente abbattuto, senza peraltro conoscere se la resa è buona, discreta, o assolutamente deficitaria.
Infatti i filtri a P-greco, o, equivalenti, a T, sono ambedue filtri passa-basso con adattamento di impedenza fra ingresso ed uscita degli stessi (Schema 2).
Per il calcolo e lo studio degli stessi consiglio la consultazione degli appositi testi di elettronica.
Quello a P-greco è stato in uso fino a pochi anni addietro per l’adattamento della alta impedenza di uscita degli stadi finali a valvole alla bassa impedenza delle antenne in uso, che erano comprese fra i 50 ohm ed i 75 ohm. Anzi, ai tempi della trasmissione in AM (Ampiezza Modulata), il P-greco adottato dagli antichi trasmettitori GELOSO giungeva fino ai 600 ohm per l’adattamento ad alcune antenne filari.
Il P-greco è, inoltre, attualmente in uso, per l’adattamento dovuto di uscita, e per il corretto ingresso sull’antenna, su tutti gli amplificatori lineari di potenza a tubi termoionici.
Perchè l’adattatore a T ?

ANTENNA VERTICALE A BANDA LARGA (PRIMA PARTE)

Tratto da: RadioRivista 03/2008 pag. 86

Progetto depositato il 26/07/2007 per procedura di Brevetto n° BN2007A000003

(Alla fine del presente articolo è possibile scaricare l’Analisi Tecnica di dell’Ing. Elettronico Giuseppe Caruso IT9AET e la Relazione Tecnica del Dott. Giuseppe Balletta I8SKG )

PROGETTO, REALIZZAZIONE, ed ESPERIENZE PERSONALI

Molto è stato scritto sull’antenna verticale così detta “RYBAKOV”, costruita con il supporto di una canna da pesca, sia su Riviste Tecniche, sia, a profusione, sul Web.
Molti pareri, molti giudizi, e, purtroppo, anche molte imprecisioni e superficialità, tutte dettate da poco approfondimento di studio della stessa.
Infatti, alcuni autori scrivono, a ruota libera, sulla realizzazione delle loro antenne sia su riviste tecniche e sia, a profusione, sul Web (con omologazione del copia-copia), senza le indispensabili basi di una conoscenza approfondita della materia, divulgando informazioni non sempre veritiere dal punto di vista strettamente fisico-tecnico.
A me sembra che sia venuto il tempo di fare un poco il punto della situazione con un minimo di chiarezza al fine di sgombrare il campo dai molti equivoci.